11.28.2011

adesso

strippo.


11.25.2011

inzozzati fino alle ascelle

della melma son sicura di aver parlato, di essere immersi sino al collo nel fango.
non me ne vogliano i messinesi in queste giornate, ciò che intendo è qualcosa di metaforico, a volte surreale, un modo di vedere i fatti nudi e crudi.

un giorno ci tornai a casa inzozzata fino alle ascelle, erano gli anni migliori, quelli in cui esci in bici, giri in lungo in largo, poi cadi in pozzanghere mezze ghiacciate e usi la caduta come momento di divertimento collettivo.
il problema non è inzozzarsi è tornare a casa e giustificarsi.
è lì che sei nella melma, è quella metaforica il problema.
divertito ti sei divertito e ora? ora come lo spieghi il tuo divertimento? t'aspetta la corte marziale e qualsiasi cosa dirai verrà usata contro di te. il giudizio morale pende sopra la tua testa, non puoi scappare, pieno di merda come sei puoi solo rimanere immobile per non morire soffocato all'istante.
mi è successo più volte che dall'inzozzamento reale si passasse a quello metaforico ben più difficile da gestire.
è ben tollerato sino a 2 anni, ma poi non hai scampo.

voglio scrivere di tutte quelle mamme e a tutte quelle mamma di quanto tremendo sia esser giudicati per una cosa di così poco conto.
care madri, voi non ve ne rendete conto, lo so che vi siete dimenticate di voi stesse millemila anni fa, ma vi prego, riflettete, un attimo solo, spegnete la tv, la lavatrice, il lavaggio dei piatti, smettete di sgridare e gridare e fermatevi. un attimo solo.

care madri, ho 5 anni, non vi capisco. non parlo la vostra lingua. lo so che sembra di sì, ma vi assicuro non è così, se mi sgridate e giudicate il mio comportamento io capisco solo che mi odiate tantissimo, che volete togliermi paffi dalle mani, che odiate anche paffi, sento solo questo STUPIDOSTUPIDOSTUPIDO.

care madri, ho 11 anni, adesso parlo come voi, ma mi diverto in modo diverso, non capisco il vostro universo, sto ancora imparando i segnali e i simboli. il linguaggio non verbale non mi è chiaro, non so ancora decifrarvi completamente. lo so che sembra di sì, ma sto solo facendo le prove di maturità, voglio solo mostarvi che posso essere come voi volete, perchè non mi sento amato altrimenti. se mi sgridate tutto quello che penso è che sono una brutta persona, che sto facendo delle cose bruttissime, che i grandi non farebbero mai e per questo sono cose sbagliate, che non potrò essere come voi, madri, questo capisco e per questo smetto di fare quel che faccio, o mi arrabbio.

care madri, ho 21 anni, la patente e il diploma anche. adesso siamo uguali, rughe a parte. ho imparato che non posso rotolarmi nel fango perchè voi mi odiereste e perchè è una cosa che non si fa. è una cosa sbagliata, le brave persone non lo fanno.

care madri, se è questo lo scopo, brave, ci siete riuscite a far dei vostri figli delle pecore ambulanti. se non lo fosse invece prendete due bei stivali di gomma uscite sulle pozzanghere e rotolatevi, anche se avete più di 21 anni.


11.22.2011

fare il passo

più lungo della gamba.
mi viene benissimo considerando la mia scarsissima altezza.

11.21.2011

i gatti pesanti nascosti dietro le porte.

vorrei ma non posso.
no grazie.

oggi leggevo un inutile articolo su internazionale*. ero in bagno, quindi l'inutilità ci stava tutta. ma perchè inutile? l'articolo era Perché scrivo di Hanif Kureishi. due pagine forse tre fitte in cui lo scrittore spiega perché scrive o meglio le sue "avventure" di scrittura. lo spiega ai lettori.
m'è venuto da dire qualcosa a riguardo. perché m'ha fatto strano che questo spieghi perché scrive ai lettori. i lettori scrivono? sì? no? non lo so. io non ho manco finito di leggere l'articolo, non mi ritengo una lettrice nè di lui, nè in generale. torno a chiedermi se il lettore scrive, e se scrive gli interessa sapere di cosa pensa del perchè scrive questo? ma una cosa per volta.

il lettore.
il lettore è quell'essere infimo come l'ascoltatore di musica.
è un paragone banale stupido ma mi vien bene così.
l'ascoltatore di musica di un certo tipo è uno scassamaroni. con musica di un certo tipo intendo quella musica che passa di rado per radio. quindi è l'ascoltatore insodisfatto che scassa i maroni. l'ascoltatore che è attento che critica che ti spiega (l'ascoltatore attento fa sopratutto questo TI SPIEGA a te, stupido profano, perchè sei una testa di minchia.) l'ascoltatore davvero attento, nota importante, generalmente non suona. perchè se suonasse si menerebbe pippe sullo strumento prescelto invece di scassare i maroni (leggisi come fare le pippe a te.)
il lettore è anche lui un essere infimo come l'ascoltatore attento. ti scassa i maroni in altro modo. si fa figo, gli fa figo, che lui legge cose serie oppure che lui legge harry potter, il signore degli anelli, la saga di tualait invece di vederla al cinema (SIGH!). e te, di fatto, stupido profano, non ne capisci nulla. il lettore del tipo scassa maroni legge i motivi per cui scrivono gli scrittori perchè come il suo amico ascoltatore non suona il lettore non scrive. 

lo scrittore
al pari del musicista che si fa pippe sullo strumento, lo scrittore si fa pippe con le sue pippe mentali. io lettrice disattenta non mi interesso molto alle pippe sulle pippe. perché scrivi? non lo so, non mi interessa, non mi interessano i consigli per scrivere o non scrivere (che poi sto leggendo, dammi un consiglio su come leggere i tuoi libri invece che dirmi su come perché e cosa è scrivere per te). poi tu scrittore chi accidenti sei?
c'è quello che scrive libri da ombrellone, che ne so grisham ma anche king per dire, quello che scrive libri idioti per donne sole e sfigate (una su tutte, kinsella) e poi un cumulo di gente che scrive cagate immani e fa milioni (i miei amici harry potter e tualait di prima). opinione mia eh. comunque questi fanno i soldi, quelli veri, quelli che se ci paghi il caffè non chiamano i carabinieri per arrestarti, per intenderci.
questi qui, le pippe non se le fanno mica o hanno gli scrittori fantasmi (e fabio volo ringrazia) o semplicemente scrivere è un mestiere random e quindi via.
poi gli altri, quelli che non è un mestiere, son anche peggio. sono il rovescio della medaglia di quelli che si fanno fighi leggendo, loro si fanno fighi scrivendo.

ho pescato nel mucchio delle possibilità. ma perché non contemplare anche questi due tipi visto che esistono? 
dal mio piccolo buco di culo non mi sento di sentenziare (l'ho fatto? ops.) mi sta solo tremendamente sulle palle dover sorbirmi questo branco di pallosi ognidì. perchè diciamocelo che siano lettori che siano scrittori spacca maroni entrambi sono.
io non sto nel mezzo, non sto proprio. btw smettetela di prendermi poco sul serio solo perché vi fa figo. denkiu.

(sfumando... non son degno di te...)






* sì, ok internazionale esce di sabato, LO SO. però ora che arrivo a fine rivista s'è già fatto venerdì, e se devo finirla tutta ci vuole più o meno un mese.

11.15.2011

dell'inutilità e spocchiosità

quando ti serve, dannatamente, non lo trovi.
No, non è il mazzo di chiavi, che ti tocca ravanare in brosa per almeno 50 minuti prima di trovarlo, congelandoti e/o pisciandoti sotto davanti alla porta di casa. E No, non è neppure il portafoglio, che sparisce proprio mentre devi pagare, si crea una fila immane e al negoziante gli si allunga la barba di almeno 3 cm nel mentre. E No, non è neanche quel benedetto libro che dovevi restituire alla biblioteca circa un secolo fa e che dopo l'ennesimo sollecito con tanto di minaccia di morte ti trovi a cercare alle 4 di notte in preda al panico.
Parlo del sito. di quel sito che può dare una svolta alla tua esistenza.
Che cazzata vero? E invece no.
Ci sono informazioni che riguardano il proprio stato che son facili da trovare, abbastanza facili per chi sa usare dignitosamente google, insomma se non le trovi a pagina 1 prima della decima le hai trovate sicuro.
In italiano si sa come cercare (se non lo sapete beh pagatemi che vi insegno, prometto ottimi risultati).
Il problema è quando si deve trovare un'informazione di qualsiasi tipo in una lingua straniera.
e qua i problemi si moltiplicano all'infinito.
prefazione: saper cosa cercare e tradurselo in inglese
1. google.it e google.com capiscono che sono in Italia e quindi questi stronzi mi rimandano a siti web italiani scritti in inglese o siti scritti in inglese inglesi/americani ma inutili.
2. dopo aver scremato trovarsi di fronte all'ennesimo articolo che parla dell'articolo che parla dell'articolo che era citato nell'articolo contenuto tra la raccolta di articoli. Insomma la fonte primaria è inesistente. E voi non state manco cercando un fottutissimo articolo.
3. I page not found si moltiplicano esattamente quando il link, finalmente, sembra quello che fa al caso tuo
4. Ok finchè cerchiamo in inglese, ma come la mettiamo quando dobbiamo trovare cose scritte in altre lingue? non se ne parla di usare translate, vi ritroverete in siti di dubbio gusto in ogni caso.
5. Sono passate 3 ore intanto e la cosa vi serviva per l'altro ieri. State sudando freddo, e caldo, e scaldandovi. Ma niente, sembra che l'argomento che vi serve sia del tutto privo di senso secondo il web. Insomma questa cos ala conoscete solo voi, ve la siete inventata, e google sta ridendo di voi mentre si fuma un toscano anche.
6. Se continuate nella ricerca finirete in qualche pagina di facebook a caso. Una a caso. e nel frattempo le pubblicità vi invaderanno lo schermo e la vita e per scremarle passa un'altra bella oretta.

Qui o si molla o non si demorde ma si cambia strategia.
Nel primo caso: la vostra vita rimarrà sempre quella merdosa di prima e goodbye chance.
Nel secondo caso: la strategia è solo una: CHIEDERE AGLI UMANI.
No ehi nessuna differenza tra google e gli umani, cercheranno entrambri di farvi sembrare dei coglioni, ma vuoi mettere la differenza a sputare in faccia a un individuo in carne e ossa?

11.10.2011

L'articolo di moda più abusato: la Sciarpa.

Ciao, mi chiamo Fiorella. Sono nata a luglio 2011, era il 16, faceva molto caldo e mia mamma sudava tantissimo. Mia mamma è cinese di un villaggio vicino al confine con il Vietnam, vicino a Mong Cai. Abitava sul mare quando stava in Cina, mia mamma, adesso invece abita in uno scantinato, che poi è dove sono nata io, cioè la stanza vicina a dire il vero. Mio papà invece è americano, di vicino Nashville, e non trovate curioso che si chiami Singer? Io se penso che viene da vicino Nashville e si chiama Singer quasi piango dal ridere. Mia mamma mi teneva al caldo mentre nascevo, mia mamma è delicata, non mi ha mai dato uno strattone. Mio papà invece è rigidissimo, uno tutto d'un pezzo, d'acciaio come si dice. Quando sono nata loro volevano farmi bellissima. Mia mamma ci ha messo molta cura e tempo ad allevarmi. Ha scelto i fiori adatti a me, i colori, addirittura ha scelto un pizzo intonato a me, e mi ha sempre cantato canzoni bellissime. Papà balbettava e ripeteva sempre tatatatata, all'infinito, nessuno lo capisce papà.
Ho fatto la mia infanzia in quello stanzone lì, pieno di altri come me, mi sentivo bene tra amici, ci capivamo. Sapete tutti i nostri papà balbettano, ma non è un problema grosso lì, non lo era per me, mia mamma mi teneva al caldo, questo importava.
Ad agosto mi trasferiscono in una stanza più piccola ed umida, siamo tante, sudiamo tantissimo, e per non appiccicarci ci danno dei fogli di plastica e un biglietto e ciao, partiamo tutte in questa stanza piccola. Una puzza tremenda c'era. Mia mamma mi aveva dato il suo pizzo più bello e adesso sentivo che si stava rovinando dentro quella stanzetta angusta con le altre che spingevano e grattavano e graffiavano.
Finalmente a settembre aprono la stanza. Io stavo malissimo. Il mio pizzo era quasi logoro per via dello strofinamento sulla plastica delle altre. Che cosa fastidiosa! Ma finalmente un posto nuovo, mani calde, di nuovo. Le altre vedo che partono di nuovo, nuovi biglietti, io no, finisco per due giorni in una stanza piccola, ma luminosa, poi incontro Lucia, è uguale a mia mamma, ma ha un nome stranissimo. Sinceramente quando parla non la capisco. Però mi tiene calda, per un po' almeno, poi inizia la scuola anche per me. In fila con le altre, era pieno di nuovo, ma la scuola è bella luminosa calda posso essere libera, vicino alle altre, ogni tanto qualcuna ci prende tra le braccia, è bello, è caldo, poi torniamo a stare tra di noi, a studiare.
Un giorno però arriva una, e vedo che ha una mia vecchia compagna di giochi con lei, non ci credo! è una cosa bellissima e come deve star calda lei! Questa, che si chiama Maura, decide che devo seguirla. Che bello insieme alla mia amica d'infanzia, finalmente al caldo! Saluto la scuola e vado via contenta verso la mia nuova vita, vita di libertà, viaggi incontri emozionanti.
Invece no. Sappiatelo, la vita non è proprio così.
Va a finire che, due giorni dopo arriva una nuova, col pizzo integro, il mio s'era rovinato nel viaggio, ve l'avevo detto no? E dopo una settimana un'altra ancora. Finisco in una stanzetta buia di nuovo, insieme ad altre, siamo sporche, alcune hanno un profumo da due soldi nauseante. Spero in una nuova liberazione, come quel giorno che son tornata a casa, spero di vedere il mondo di nuovo, sentire il caldo di Maura e l'arietta fresca di questo ottobre. Ma niente.
Alla fine di ottobre rivedo la luce, per una fortuna o non lo so, quell'altra col pizzo integro la vedo sul divano. Deve essersi fatta male uno dei giorni scorsi, mi sa. Vado con Maura in un posto strano. Una stanza che si muove, mi viene un po' di mal di testa. Maura mi porta dappertutto, vedo un sacco di cose nuove che alla scuola nessuno mi aveva detto che esistessero! Ahhhh la scuola mi manca un po', ma adesso posso vedere cose bellissime e nel frattempo sono sola con Maura e al caldo.
Poi la tragedia. Rimango sola in quella stanza che si muove. Nessuno mi vede, Maura non c'è più. Aiuto.
Quando fa buio si avvicina uno, diversissimo da papà, zitto, ma simile per altri versi, anche lui tutto d'un pezzo, però è un pezzo nero, e puzza tanto! Mi ritrovo vicino ad altri diversi da me, ma chi sono, cosa vogliono? Un succo mi racconta la storia della sua vita. Ma cosa vuoi che mi interessi a me. Io voglio Maura, mi sento sola. Aiuto.
Per fortuna arriva Maria, mi pesca dal mucchio, mi dice "sei bellissima con questo pizzo blu", io quasi piango di gioia. Giuro. E vado via con Maria. Adesso con Maria vedo un sacco di cose, siamo sempre all'aperto.
Questa notte Maria non mi teneva più caldo. Non so cosa sia successo. Spero arrivi presto il sole a scaldarmi di nuovo.
Ma intanto vi dico una cosa, Maura era una stronza.

Grazie agente di polizia per avermi fatto rilasciare questa dichiarazione.

Sciarpa col pizzo blu rovinato.

11.03.2011

i 6 gradi di separazione

chi ci crede? a deriderli! dai non è possbile. me lo son sempre detta. sono una cosa che funziona su carta.
ecco no, funziona se non sai dove vai a parare e se per caso succede un caso di serendipity (questa sì che funziona sempre).
mi è successo prima. è figo. e capita random, non con i calcoli ben fatti, nossignori.

allora succede così: conosco una ragazza due tre anni fa per caso amica di una conoscente per caso instauriamo un rapporto amicale e st'estate questa pulzella si sposa e al suo matrimonio suonano dei parenti, ma bravi bravi eh, gente seria, mica da karaoke.
storia b: con un'amica di vecchia data ci prende la fissa per un cantante, così random credo, poi lo seguiamo qualche volta live, io mi iscrivo alla sua pagina di fb (chi è che non ce l'ha?) e la persona che gestisce la sua pagina di fb è una fotografa e allora clicco e cerco che foto fa e scopro che
ha fotografato la band di cui sopra.

figo.
ste cose a cazzi e mazzi mi piacciono. soprattutto quando ho speso 15 minuti della mia vita a tirar saracche contro enel.