12.16.2010
caigo
12.15.2010
osando-oziando
9.10.2010
6.13.2008
Kohman - Nord Albania
Scrivere di Kohman non è facile.
Scrivere di Kohman dopo essere vissuta per 3 mesi e mezzo a Tirana è difficile, scrivere dopo aver vissuto la mia vita da Italiana vissuta nel Polesine è difficilissimo.
Ci ho messo 4 giorni a decidermi di mettere giù tre righe di fila su Kohman. Questo è il risultato.
Dopo quasi 4 mesi a Tirana e dintorni non mi sembrava vero mi venisse offerta la possibilità di andare in uno dei cuori dell’Albania, le montagne a nord – nordest. Invitata da un’amica per un escursione a Kohman decido di non farmi sfuggire l’occasione e preparata di corsa la borsa salgo sul furgon (mezzo di trasporto locale…) alla volta di Scutari.
Il giorno dopo la sveglia è alle 6, alle 6e30 ci aspetta il bus per Kohman, ci vorranno due ore ad arrivare. Accompagnate da 3 volontarie del Centro Donne di Scutari arrviamo a Kohman. O meglio dopo 2 ore di su e giù per i monti mentre dormivo… arriviamo nelle vicinanze di un lungo ponte di cemento armato… ai lati del ponte 2, 3 edifici bassi (bar e piccoli market) intravedo due tre case sui monti. Siamo a Kohman.
Ci aspettano il prete della zona, Don Antonio e tre suorine combattive, una davvero giovanissima!
Nella piccola missione, se così si può chiamare, dove vivono le suore si tengono dei corsi per la gente di Kohman, corso di italiano e di taglio e cucito per le donne, c’è un “asilo” per bambini, del verde (ma quello è ovunque) un piccolo orto gestito dalle suore… e un gran cancello. La proprietà è recintata a dovere… (cosa che mi mette in imbarazzo e soggezione…ma tralasciamo)
Ho il piacere di assistere ai corsi che si tengono nella mattinata e tra le risate e le chiacchere arriva presto pranzo.
Dopo aver assistito ad una riunione che coinvolgeva le donne di Kohman, il prete e i benefattori italici (personaggi alla ricerca del “progetto perduto” – donne e imprenditoria, donne e microcredito…) ci avviamo, sempre con il furgon, a casa di una delle donne per vedere il suo lavoro al telaio. La casa, piccola e spoglia, in mezzo al verde, circondata dai monti e dalle acque della Drina, attorniata da mucche vitelli maiali e le immancabili pecore balcaniche, sembra un luogo sacro tanto è obsoleta. Il telaio, più vecchio della casa, aspetta che si compia un tappeto, mentre tutti ci guardiamo intorno, sentendoci vagamente fuori luogo e troppo privilegiati.
Dopo la visita alla casa, con tanto di “impantanamento” del furgon causa sassi enormi sulla stradina, si va a pranzo in un ristorante. Siamo a meno di due metri dalla Drina, il vento fresco, l’uva che sta maturando, le tavole di legno rovinate dalla pioggia, fanno respirare sapori antichi, sconosciuti ai più giovani, ma presenti nella memoria collettiva riunita a quel tavolo.
Accanto a me una giovane di 24 anni, non ha studiato perché a Kohman il massimo grado è l’ottava classe – (equivalente della terza media circa..) – e dato che è donna i genitori non l’hanno mandata fuori paese a studiare. Viola, è il suo nome tradotto per noi non albanesi, è una ragazza minuta e sorridente, timida e introversa. Come dice il Don, forse non è la più brillante del paese, ma ha una dote straordinaria: l’arte diplomatica. Viola è solo una delle tante giovani del posto e non è tra le più sfortunate. La sua casa è a due minuti di cammino dalla strada centrale, quindi in posizione privilegiata in confronto a chi invece per arrivare alla strada principale (o meglio per arrivare ad una strada dove possono passare le auto) ci mette 1 h 30’ di cammino in mezzo ai monti.
Il posto però è incantevole, le case mimetizzate nella montagna, sembra disabitato e in fondo lo è: gli uomini sono emigrati quasi tutti e sono emigrate molte famiglie; ormai ci sono solo “donne bambini e vecchi”.
Dopo pranzo ci si avvia a visitare il tunnel che attraversando la montagna, porta alla diga (e al suo lago) posto in cui tutti i giorni arrivano traghetti con merci e passeggeri… 1 volta al giorno.
Sul versante del monte han pensato bene di posizionare una madonna di marmo bianco pesante 15 tonnellate.
Di ritorno dalla diga andiamo a visitare la cava di marmo e i due cavatori. Ragazzi giovanissimi (non più di 22 anni) che cavano il marmo a mano lo tagliano e lo vendono. Pietre grezze di valore scarso ma di una bellezza unica. Mentre stiamo parlando con queste giovani braccia, delle pecore si avvicinano a noi… una in particolare si ferma ad osservare il gruppo e comincia a belare senza sosta. Mi guardo intorno, siamo nel mezzo del nulla insieme a pecore, mucche ed asini.
È ora di tornare a Scutari, riprendiamo il furgon e altre due ore in mezzo a viottoli montuosi. Al ritorno non dormo, mi godo il paesaggio, la quiete e la nostalgia.
Dopo 3 mesi ho visto l’altra faccia dell’Albania.
Dopo 3 mesi ho capito che le facciate colorate delle case di Tirana sono solo un fenomeno di facciata appunto.
Dopo 3 mesi ho capito che tutto quello che si fa nel mio campo non è nulla. Non serve a nulla.
L’altra faccia dell’Europa è qui e nessuno ha coraggio di guardarla in faccia.
5.13.2008
Laç
5.10.2008
No time to escape

I dream you are there with me
Though you are far away
I know you'll always be near to me
I go to sleep
And imagine that you're there with me
I go to sleep
And imagine that you're there with me
I look around me
And feel you are ever so close to me
Each tear that flows from my eye
Brings back memories of you to me
I go to sleep
And imagine that you're there with me
I go to sleep
And imagine that you're there with me
I was wrong, I will cry
I will love you till the day I die
You were all, you alone and no one else
You were meant for me
When morning comes again
I have the loneliness you left me
Each day drags by
Until finally my time descends on me
I go to sleep
And imagine that you're there with me
I go to sleep
And imagine that you're there with me
Sia - I go to sleep
5.08.2008
Kruja
...questo blog è ultrascarno e privo di utili informazioni.
perciò oggi parlerò di Kruja.
Kruja è un'antica cittadina che si trova sulle montagne appena fuori Tirana (a 30 km circa). Potrete vederla mentre atterrate/partite con l'aereo da Rinas, ma è meglio visitarla a piedi.
Si arriva a Kruja dopo una tortuosa strada dissestata in salita passando in mezzo a cave di sassi e persone che trainano qualsiasi cosa con il mulo. Per strada oltre alla polvere si ha modo di vedere gruppi di pecore che aspettano il loro turno per l'incontro con la morte... silenziose e addormentate sul marciapiede. Non è uno spettacolo gratificante, ma le pecore son sempre belle da vedere.
A Kruja si trova un antico castello di epoca..medievale? Purtroppo non conosco l'Albanese e le iscrizioni mi sono difficili da tradurre... deduco che per la tipologia di mura fosse di epoca medievale. E dato che si parla solo di Skenderbeg il periodo è quello.
Ad ogni modo... dopo aver faticato non poco per parcheggiare vi ritroverete per una stradina pedonale strettissima e da ambo i lati i negozi faranno bella mostra di souvenir! Ma non c'è da temere... persiste ancora l'artigianato locale che potrete gustare da una delle vetrine.... tappeti, tovaglie e vestiario tradizionale sono i prodotti tipici per turisti insieme ad un sacco di baggianate turistiche inutili.
Dopo la stradina vi ritroverete ai piedi del castello... e dovrete sborsare 100 Lek per entrare nella vecchia Kruja.
La kruja racchiusa tra le mura è un salto nel passato non indifferente. In un passato non troppo lontano però: i viottoli ricordano stradine del centr'italia non fosse per la marea di galline che beatamente pascolano tra quelle vecchie mura.
La visita al museo etnografico invece oltre a riportare indietro nel tempo evoca atmosfere note e allo stesso tempo inesplorate. I vecchi mestieri sono quelli visti e rivisti... tritamento di olive... impastazione del pane... infeltrimento della lana... eppure dentro la casa del museo etnografico è tutto così diverso da quello che sono abituata a vedere. Stanze in comune... stanze per le feste... dormire sui pavimenti sopra i tappeti... materassi attorno al fuoco per cenare... gli abiti son diversi da quelli che son abituata a vedere.
Dal museo etnografico son passata a visitare il museo "storico"... ancora una volta Skenderbeg. è un museo su Skenderbeg. Sulla sua famiglia, sulle battaglie. Non c'è altro. a parte che saliti al secondo/terzo piano potrete uscire sul terrazzo e gustarvi un panoramma mozzafiato: vedrete Kruja vecchia con le sue stradine... e più in giù sulla collina agglomerati sparsi di case... alla vostra sx Tirana e davanti a voi laggù in fondo... il mare azzurro.
Non ho mai considerato l'adriatico un mare azzurro.